Non tutte le calorie sono uguali: come alimentarsi nel modo giusto

Non tutte le calorie sono uguali: come alimentarsi nel modo giusto

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Quando si è veramente decisi a perdere peso, spesso si pensa che l’unica soluzione sia quella di adottare dei metodi drastici. Meno calorie si assumono, e più si dimagrirà! Niente di più sbagliato. Quando si parla di alimentazione e di metabolismo, ci sono tanti fattori che influiscono il processo di dimagrimento; non si può ridurre il tutto a una semplice riduzione di calorie giornaliere. Molti studi hanno, infatti, dimostrato che non tutte le calorie sono uguali e non tutte sono assorbite e smaltite dal nostro corpo in maniera uguale. Questo significa che ci sono alcuni alimenti che a parità di calorie, possono farci ingrassare o dimagrire in maniera totalmente differente.

Ovviamente, mangiare troppo porta sempre a un guadagno di peso. La moderazione è sempre la giusta via da seguire, se si vuole mantenere un peso corporeo adeguato.

Se si vuole prendere peso, o mantenere il peso forma, bisogna sempre stare molto attenti al rapporto tra le calorie che ingeriamo e quelle che vengono smaltite dal nostro corpo. A rigor di logica ci verrebbe da pensare che se, per esempio, assorbiamo 200 calorie e ne consumiamo solo 50, allora quelle 150 calorie rimanente si trasformeranno in riserva e quindi accumuli di grasso. Come facciamo però a sapere con esattezza cosa siamo in grado di smaltire e cosa no?

Il sistema delle calorie venne inventato più di un secolo fa dal chimico Wilbur Olin Atwater. Esso attribuì coefficienti differenti a seconda degli alimenti e della loro digeribilità. Per digeribilità si intende l’energia che viene davvero assimilata dal nostro organismo.

Quindi, la digeribilità può variare molto da alimento ad alimento, e questa dipende anche dal modo in cui combiniamo gli alimenti, da come li cuciniamo ma anche da cosa mangiamo prima o dopo un determinato alimento.

Diventa chiaro, dunque, come quelle calorie che spesso vengono indicate sulle etichette dei prodotti, non siano poi così esatte. Questo perché ci sono tanti fattori da prendere in considerazione.

Facciamo un esempio ancora più specifico: se beviamo una bevanda industriale, questa potrebbe avere, guardando ai soli numeri, le stesse calorie di qualche chicco d’avena. La differenza fondamentale sta nel fatto che nel chicco ci sono numerose fibre che ci aiutano a limitare l’assunzione dei carboidrati, mentre nella bevanda tutto è assimilato.

Lo stesso discorso vale per i grassi! Sappiamo, ad esempio, che la frutta secca è davvero molto calorica (noci, nocciole, mandorle ecc.), ma in realtà chi li consuma a volte tende a essere più magro di chi non lo fa. Questo perché 1 grammo di grasso di frutta secca non produce 9 calorie, ma la metà. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che mangiare frutti oleosi aiuta a diminuire l’energia assimilata quando mangiamo altri cibi. Questo perché sono davvero ricchi di fibre e rallentano lo svuotamento gastrico. Rallentando il processo, riducono il picco glicemico e insulinico.