Perché consumare frutta di stagione?

Perché consumare frutta di stagione?

CONDIVIDI
consumare frutta

Il tipo di società in cui viviamo e l’industria alimentare che la caratterizza ci hanno abituati a considerare ovvi alcuni comportamenti che, fino a qualche decennio fa, erano impensabili.

Un esempio classico: mangiare fragole a Natale.

Avete già capito di cosa stiamo parlando: il consumo di frutta e verdura di stagione.

Al giorno d’oggi nessuno si scandalizza se trova i pomodori al supermercato nei mesi invernali. Anzi, sicuramente la maggior parte di noi sarebbe infastidita del contrario. Questo accade perché non siamo più abituati a consumare esclusivamente prodotti di stagione.

Tale comportamento può avere diversi effetti, che possono andare da quelli di tipo economico a quelli di salute.

Cominciamo dal portafoglio. Una spesa “intelligente” e oculata deve necessariamente tenere in conto il periodo dell’anno. È molto invitante pensare di mettere sul tavolo delle ciliegie, ma se proprio vogliamo farlo a gennaio prepariamoci a pagarle molto care. Lo stesso vale per gli agrumi in estate: decisamente meglio aspettare settembre e ottobre per iniziare a consumarli ad un prezzo ragionevole.

I vantaggi del consumare frutta e ortaggi di stagione non sono solo economici. Un esempio su tutti: le arance, ricche di vitamina C (essenziale per rafforzare in modo naturale le difese immunitarie) crescono in natura solo a partire dall’autunno, pronte a farci affrontare l’inverno più forti e ad evitare i classici stati influenzali dei mesi freddi. Inoltre l’alternarsi di cibi diversi durante l’anno ci permette una dieta variata e più sana.

Ci sono anche motivi di tipo ecologico per non consumare cibi fuori stagione. La frutta prodotta ad esempio in Sud America affronta un viaggio lunghissimo e costosissimo per arrivare (a caro prezzo) sulle nostre tavole, con consumi di carburante elevati per i trasporti transoceanici. Ma non solo.

Normalmente questa frutta viene colta dalla pianta prematuramente e sottoposta a un trattamento a gas che ne bloccherà la maturazione, che avverrà invece in celle frigorifere in un secondo momento. Questi trattamenti non sono dannosi per l’uomo, ma impediscono alla frutta di sviluppare vitamine e sali minerali e le fanno perdere gusto e proprietà nutritive.

Invece le colture in serre riscaldate sono caratterizzate dall’uso massivo di concimi e fertilizzanti chimici.

Spesso poi le piante non sono coltivate nella terra, ma in composti artificiali: da un lato queste soluzioni si rivelano utili per la grande produzione, ma creano dei prodotti ortofrutticoli insapori e decisamente poveri dal punto di vista nutritivo.