Qual è la differenza tra CBD e THC?

Qual è la differenza tra CBD e THC?

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Visto che stanno aumentando i prodotti a base di cannabis che si possono consumare legalmente, i consumatori vogliono conoscere meglio le diverse opzioni e capire con quali elementi hanno a che fare. Tra questi ultimi ci sono il cannabidiolo (abbreviato in CBD) e il tetraidrocannabinolo (abbreviato in THC), due composti naturali che si trovano nelle piante del genere Cannabis.

Il CBD si può estrarre sia dalle piante di canapa che da quelle di marijuana.

Canapa e marijuana sono due varietà diverse di una pianta (cannabis sativa) che appartiene al genere Cannabis. Per essere legale, in Italia la canapa deve contenere una percentuale di THC non superiore allo 0,2%. (In altri paesi europei e in America la soglia si alza allo 0,3%.) I prodotti che contengono CBD possono essere diversi: gel, gomme, gelatine, oli, integratori, estratti e altro ancora.

Il THC è il principale composto psicoattivo della marijuana e causa gli effetti legati al consumo di droga. Si assume quando si fuma la marijuana. Ma è contenuto anche in alcuni oli, prodotti alimentari, tinture, pillole, ecc.

Entrambi i composti influiscono sul sistema endocannabinoide del corpo umano, ma producono effetti molto diversi.

Continua a leggere per scoprire altre informazioni su questi due composti. Anche se hanno molte cose in comune, possiedono anche delle sostanziali differenze che determinano modi d’utilizzo diversi.


CBD e THC, struttura chimica a confronto

CBD e THC hanno una struttura molecolare molto simile, composta da 21 atomi di carbonio, 30 atomi di idrogeno e 2 atomi di ossigeno. Esiste però una piccola differenza nel modo in cui sono disposte le molecole, e questo produce effetti diversi sul corpo umano.

A livello chimico, CBD e THC sono simili agli endocannabinoidi naturalmente presenti nel corpo umano. Per questo motivo possono interagire con i recettori di questi endocannabinoidi.

Questa interazione influisce sul rilascio di neurotrasmettitori da parte del cervello. I neurotrasmettitori veicolano le informazioni tra le cellule e sono coinvolti nella percezione del dolore, nelle funzioni immunitarie, nello stress e nel sonno, solo per nominare alcune opzioni.


CBD e THC, componenti psicoattivi a confronto

Anche se hanno una struttura molecolare molto simile, CBD e THC non hanno gli stessi effetti psicoattivi. Il CBD è psicoattivo, ma non nella stessa misura del THC. Infatti, non produce gli stessi effetti stupefacenti collegati all’assunzione di THC. Il CBD si è dimostrato utile per contrastare ansia, depressione e attacchi epilettici.

Il THC si lega con i recettori cannabinoide 1 (CB1) presenti nel cervello. Come risultato, si genera una sensazione di euforia allucinogena.

Per il CBD invece è quasi impossibile legarsi con i recettori CB1. Infatti, ha bisogno del THC per legarsi ai recettori CB1. Inoltre il CBD può aiutare a ridurre alcuni degli effetti psicoattivi indesiderati del THC, come la sensazione di euforia o l’effetto sedativo.


CBD e THC, legalità a confronto

Negli Stati Uniti, in Italia e in altre paesi del mondo le leggi che riguardano il consumo di cannabis legale sono in continua evoluzione. A livello tecnico, comunque, il CBD è ancora incluso nell’elenco delle droghe in molte nazioni.

In Italia, per esempio, il decreto legislativo n.242 del 2016 ha legalizzato la coltivazione della cosiddetta “cannabis light”. Le normative in materia erano comunque ancora poco chiare e un po’ ambigue e nel 2018 il Ministero delle politiche agricole ha chiarito la questione con una nuova circolare.

Negli Stati Uniti la situazione è molto diversa, infatti sono state approvate delle leggi che rendono legali dei medicinali che contengono elevati livelli di THC. Ovviamente questi medicinali si possono assumere solo dopo prescrizione medica.

Inoltre, sempre negli Stati Uniti, in parecchi stati l’assunzione di THC e l’uso di marijuana per scopi ricreativi sono diventati legali.

Nei paesi in cui è legale fare uso di marijuana per scopi terapeutici o ricreativi, non è difficile comprare prodotti che contengono CBD.

Prima di procedere all’acquisto di prodotti contenenti CBD o THC, però, informati sulle normative vigenti nel tuo paese. In Italia, per esempio, il consumo di CDB è generalmente legale, mentre quello di THC non è legale (a meno che non sia inferiore a specifiche percentuali).

Se venissi trovato in possesso di prodotti derivati dalla cannabis nei paesi in cui è illegale o se fossi sprovvisto della prescrizione medica, potresti incorrere in sanzioni penali.


CBD e THC, proprietà medicinali a confronto

CBD e THC condividono molte proprietà medicinali. Sono utili per dare sollievo da diverse patologie. Tuttavia, il CBD non provoca la sensazione di euforia e allucinazione che genera invece il THC. Ecco perché alcune persone preferiscono utilizzare il CBD, che ha effetti collaterali decisamente più lievi.

Nel mese di giugno 2018 l’ente governativo americano FDA ha approvato il farmaco Epidiolex, il primo farmaco legale a contenere CBD. Recentemente ne è stato approvato l’utilizzo anche in Europa. Questo farmaco si usa per il trattamento di alcune forme di epilessia molto rare e difficili da tenere sotto controllo. (L’utilizzo di Epidiolex non è quindi consentito per trattare le altre patologie e i disturbi elencate qui sotto.)

Il CBD viene utilizzato nel trattamento di varie patologie e disturbi, come:

  • epilessia;
  • infiammazione;
  • dolore;
  • psicosi e disturbi mentali;
  • sindrome dell’intestino irritabile;
  • nausea;
  • emicrania;
  • depressione;
  • ansia.

Il THC invece viene usato per trattare le seguenti problematiche:

  • dolore;
  • spasmi muscolari;
  • glaucoma;
  • insonnia;
  • inappetenza;
  • nausea;
  • ansia.

CBD e THC, effetti collaterali a confronto

Il CBD è ben tollerato dall’organismo, anche in dosi elevate. Ricerche hanno indicato che gli effetti collaterali del CBD sono da imputarsi molto probabilmente alle interazioni tra farmaci, ovvero a effetti indesiderati che si presentano quando si assumono farmaci che contengono CBD in concomitanza con altri farmaci.

IL THC provoca effetti collaterali temporanei, come:

  • aumento del battito cardiaco;
  • difficoltà nella coordinazione;
  • bocca secca;
  • occhi arrossati;
  • tempi di reazione rallentati;
  • perdita di memoria;
  • ansia.

Tra gli effetti collaterali del CBD ci sono:

  • disfunzioni nell’appetito;
  • affaticamento;
  • perdita di peso;
  • vertigini o stordimento;
  • diarrea.

Tutti gli effetti collaterali elencati sono causati dalle proprietà dei composti psicoattivi.

Questi composti non sono mortali.

Comunque, un’assunzione elevata di THC può provocare danni neurologici a lungo termine, soprattutto negli adolescenti che fanno largo uso di THC. Ad ogni modo, ad ora non ci sono sufficienti prove per affermare che l’utilizzo di cannabis o marijuana possa causare disturbi psichiatrici come la schizofrenia.


CBD e THC, test antidroga a confronto

I cannabinoidi come THC e CBD si depositano nel grasso corporeo. Ecco perché possono essere rilevati da un test antidroga anche diversi giorni o diverse settimane dopo l’assunzione.

Non tutti i test antidroga sono in grado di rilevare la presenza di CBD, ma esistono test specifici che sono sensibili alla presenza di CBD. La maggior parte dei test antidroga classici cercano tracce chimiche collegate alla presenza di THC, perciò l’uso di marijuana o di prodotti contenenti THC potrebbe essere rilevato durante lo screening.

Inoltre, a volte la canapa può produrre anche THC oltre a CBD, quindi un test antidroga potrebbe risultare positivo anche se non hai fatto uso di marijuana o prodotti contenenti THC:

Presta anche attenzione a questo fatto: alcuni prodotti che riportano la dicitura “senza THC” in realtà potrebbero contenere delle percentuali di THC. Perciò, se devi eseguire un test antidroga non dovresti usare nessun prodotto che potrebbe contenere CB2D e THC.


Perché si parla di THC contenuti in olio di CBD se THC e CBD sono due composti diversi?

CBD sono THC due dei composti cannabinoidi principali che si trovano nelle piante del genere Cannabis. Sia le piante di marijuana che quelle di canapa producono CBD e THC.

La differenza sta nelle quantità: la marijuana contiene una concentrazione maggiore di THC, mentre la canapa contiene una concentrazione maggiore di CBD.

In media, le varie parti di una pianta di marijuana contengono una quantità di THC pari al 12%. L’olio di canapa (o di CBD) può contenere bassissime percentuali di THC perché la pianta di canapa ne produce in piccole quantità. In Italia, la quantità di THC consentita nei prodotti a base di canapa non deve superare lo 0,2%, altrimenti si tratta di prodotti illegali.


Per tirare le somme

Sia CBD che THC hanno proprietà medicinali. Nelle dosi consentite, questi composti non sono un rischio per la salute, a meno che non provochino effetti collaterali a motivo dell’interazione con altri farmaci. Prima di utilizzare prodotti contenenti CBD e THC dovresti rivolgerti al tuo medico o a un esperto qualificato per ricevere ulteriori informazioni.

CBDTHC
È illegaleNo (vedi sotto)Sì (vedi sotto)
Ha effetti stupefacenti/allucinogeniNo
Interferisce con il sistema endocannabinoide
Ha effetti collateraliAlcuniEffetti collaterali psicoattivi
Viene rilevato dai test antidrogaÈ possibile
Riduce il dolore
Riduce la nausea
Allevia l’emicrania
Riduce l’ansia
Allevia la depressioneNo
Riduce l’epilessiaNo
È antinfiammatorio
Aiuta a combattere l’insonnia
Aiuta a trattare la psicosiNo
Aumenta l’appetitoNo
Viene utilizzato anche per altre patologie

 

Il CBD è legale?

I prodotti derivati dalla canapa che contengono CBD (con una percentuale di THC inferiore allo 0,2%) sono legali per alcuni usi, ma risultano ancora illegali in base ad alcune leggi. Lo stesso vale per i prodotti legati alla marijuana che contengono CBD. Controlla le leggi vigenti nel tuo paese o nel luogo in cui ti trovi. Ricorda che alcuni prodotti contenenti CBD e venduti senza prescrizione, non sono stati approvati dagli organismi preposti e potrebbero contenere inesattezze sull’etichetta.